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SOSTEGNO LEGALE PER ANZIANI, DISABILI E LORO FAMIGLIARI

La Cooperativa Sociale Adomicilio offre consulenza legale e supporto operativo per i nostri assistiti e i loro famigliari in particolare per quanto riguarda tutti quegli istituti giuridici previsti dalla legge per tutelare la qualita' della vita, gli interessi soggettivi e patrimoniali delle persone anziane e disabili e dei loro famigliari.   
Il legislatore in particolare prevede le seguenti diverse possibilita', a seconda della gravita' della situazione:

La procura ad agire:  a  volte l'anziano, anche se in condizioni psichiche e fisiche buone, preferisce delegare ad altra persona il compimento di alcune attività come ad esempio alla riscossione della pensione. Attraverso la procura, o delega, viene conferito l'incarico a compiere atti giuridici: il soggetto, detto rappresentato, trasferisce volontariamente ad altra persona, detta procuratore, il proprio potere di azione.  La procura può essere: a) speciale: quando ha per oggetto il compimento di singoli e determinati atti, ad esempio procura a vendere un immobile o procura "ad litem", rilasciata all'avvocato per essere difesi in giudizio  b) generale: quando riguarda tutti gli affari del rappresentato. In quest'ultimo caso sono delegabili gli atti di straordinaria amministrazione solo se indicati in maniera analitica e specifica. Con la procura, il rappresentante compie gli atti in nome e per conto del rappresentato. Alcuni poteri sono assolutamente non delegabili: il rappresentante, ad esempio, non può fare testamento in nome e per conto del rappresentato. La procura può essere conferita ad una o più persone: in quest'ultimo caso il rappresentante deve precisare se si tratta di procura congiunta, per la quale ogni atto deve essere compiuto da tutti rappresentanti, oppure disgiunta.
E’ importante notare, infine, che la procura, per essere valida, deve essere rilasciata dal soggetto capace di intendere e di volere; può comunque essere da lui revocata o modificata in ogni momento.

L'amministratore di sostegno è una figura istituita con la Legge numero 6 del 9 gennaio 2004, a tutela di chi, per effetto di un’infermità o di una menomazione fisica o psichica, si trova nell’impossibilità, anche parziale o temporanea, di dover provvedere ai propri interessi. L’amministratore di sostegno è untutore delle persone dichiarate non autonome, anziane o disabili. Viene nominato dal giudice tutelare e non prevede l'annullamento delle capacità del beneficiario a compiere validamente atti giuridici, e in questo si differenzia dall'interdizione. I poteri dell'amministratore di sostegno vengono annotati a margine dei registri di stato civile, al fine di consentire a terzi il controllo sul suo operato. Dura dieci anni, ma può essere rinnovato, a meno che si tratti di un parente o del coniuge o della persona stabilmente convivente, nel qual caso dura per sempre, salvo rinuncia o richiesta di revoca dello stesso interessato. La persona interessata può mediante atto pubblico o scrittura privata autenticata presentare la richiesta al giudice tutelare della propria zona di residenza o anche domicilio e entro sessanta giorni dalla data di presentazione della richiesta, il giudice provvederà alla nomina dell'amministratore. Il suo decreto diventa immediatamente esecutivo.  Inoltre i responsabili dei servizi sanitari e sociali, se a conoscenza di fatti tali da rendere necessario il procedimento di amministrazione di sostegno, devono fornirne notizia al pubblico ministero.

L'interdizione e l'inabilitazione sono degli strumenti istituiti dal legislatore per tutelare le persone che per una serie di motivi non siano più capaci di curare i propri interessi. Questi strumenti limitano totalmente o parzialmente la loro capacita' giuridica di agire per evitare che compiano atti economicamente pregiudizievoli. L'interdizione determina l'incapacità assoluta della persona. Può essere interdetto qualunque maggiorenne che si trovi in una condizione di infermità mentale tale da renderlo incapace di provvedere ai propri affari. Nella cura dei suoi interessi, l’interdetto verrà sostituito da un rappresentante legale detto tutore.  L' 'inabilitazione invece riduce solo parzialmente la capacità del soggetto e subentra quando l'infermità mentale non è tale da giustificare l’interdizione. L’inabilitato deve per legge essere assistito da un curatore nel compimento di atti di particolare rilevanza.